Ecco i risultati finali dell’edizione 2015
E’ il rione verde, rione dell’Arte a vincere l’edizione 2015 della festa del San Michele di Carmignano. Dopo una lunga riunione, a porte chiuse nella sala giunta del Comune, ben oltre le 2 della notte appena trascorsa, sono state aperte le buste con i voti che i giurati hanno assegnato alle sfilate dei tre rioni del paese nei tre giorni di gara. Il gradimento dimostrato nei confronti del rione guidato da Stefano Spinelli è stato netto: ben 57 i punti totalizzati tra sabato, domenica e ieri. “Raccontare la vita di un grande uomo alla maniera del cinema neorealista rende a questo spettacolo il podio per la migliore narrazione. […] E poi il messaggio dei grandi registi citati (durante la narrazione, ndr), Fellini e De Sica su tutti. […] Questo è meta cinema e meta teatro. Di sicuro qualcosa che non si era mai visto”. Così uno dei giurati esprimendo il proprio apprezzamento per la sfilata del rione dell’Arte, “Sogno di Natale”.
In piazza tanti rionali hanno aspettato fino a notte fonda l’esito della manifestazione. Il trofeo del palio resta in casa del rione celeste che anche quest’anno ha vinto la tradizionale gara dei ciuchi. Nonostante l’ex equo (9 punti entrambi) con il rione bianco, rione dell’Arcangelo, il fantino Lorenzo Zoppi si conferma campione in carica per i migliori piazzamenti ottenuti: primo sabato 26 settembre (nonostante i 2 punti decurtati per trattenuta del fantino); secondo domenica 27 settembre e primo ieri sera nel giorno del Santo Patrono di Carmignano.
Grande gioia per il rione giallo, il rione del Leone che dopo troppo tempo a ricoprire il ruolo di fanalino di cosa della classifica, in questa edizione si guadagna un ottimo secondo posto. 41 i punti ottenuti dal rione del centro del paese che però sono diventati 37 a causa di una penalità che gli è costata 4 punti di penality. Il racconto del mondo dei sogni, dell’immaginazione, l’ironia, il divertimento della sfilata del giallo hanno incantato la giuria oltre le aspettative. Già dalla prima prova di sabato era nell’aria, tuttavia, la sensazione che il rione di Iuri Gufoni potesse essere l’outsider che avrebbe stravolto le carte in tavola. E così è stato. Ben quattro i primi piazzamenti totalizzati del rione che manca dal gradino più alto del podio dal 1971. Nella classifica generale, il giallo è seguito dal rione celeste con 40 punti, diventati 36 anche in questo caso per 4 punti di penalità ai sensi del regolamento. Ultimo piazzamento per il rione bianco che nonostante i 27 punti è stato apprezzato dai giurati e dal pubblico per carri e struttura scenografica.
“E’ stata un’edizione emozionante – ha commentato il presidente del Comitato Organizzatore, Silvia Borsi – sono felice di essere alla guida di questo gruppo e vorrei ringraziare tutti uno ad uno per l’amore e l’impegno che mettono in questa manifestazione. Anche quest’anno sono arrivati da più fronti tanti complimenti e manifestazioni di stima. Confermo ciò che ho sempre detto, il San Michele a Carmignano non può essere raccontato, si può solo venire a vedere e restare a bocca aperta per ciò che si vede”.
Emozione anche per il sindaco Doriano Cirri, al suo ultimo San Michele da primo cittadino. “Ringrazio tutti per questi anni splendidi, ogni anno ho visto questa manifestazione crescere. Prima le filate dei rioni riguardavano solo la storia passata del territorio, negli ultimi anni invece, pur mantenendo come filo conduttore il racconto delle nostre radici, ho apprezzato la volontà di guardare anche al futuro e di rappresentarlo nel teatro in strada e questo è un ottimo segnale. Credo che il vero valore aggiunto di questa manifestazione non stia nella vittoria di uno piuttosto che di un altro, ma nella costante capacità di migliorarsi”. Per quanto riguarda i numeri, ottima l’affluenza per tutte e tre le giornate di sfilata, anche ieri sera, nonostante il freddo e il giorno infrasettimanale, i posti in tribuna erano quasi tutti occupati e attorno al circuito molti gli spettatori. Insomma un bilancio più che positivo anche per il secondo anno del San Michele targato Silvia Borsi. Un’edizione questa che sicuramente rimetterà in gioco gli equilibri da sempre esistiti e che probabilmente segnerà un cambio di registro nel racconto in piazza, forse già a partire dall’edizione 2016.
Ecco qui sotto la classifica finale
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Sabato 26 Settembre |
Tot |
Domenica 27 Settembre |
Tot |
Martedì 29 Settembre |
Tot |
Penalità |
Tot finale |
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1 |
3 |
5 |
5 |
5 |
19 |
5 |
3 |
2 |
2 |
5 |
17 |
5 |
5 |
3 |
3 |
5 |
21 |
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57 |
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5 |
2 |
3 |
1 |
3 |
14 |
3 |
5 |
3 |
5 |
2 |
18 |
1 |
1 |
5 |
1 |
1 |
9 |
4 |
37 |
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2 |
5 |
1 |
3 |
2 |
13 |
2 |
1 |
5 |
3 |
1 |
12 |
2 |
3 |
2 |
5 |
3 |
15 |
4 |
36 |
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3 |
1 |
2 |
2 |
1 |
9 |
1 |
2 |
1 |
1 |
3 |
8 |
3 |
2 |
1 |
2 |
2 |
10 |
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27 |
I giurati di sabato 26 Settembre
Giurato 1 – Siro Tolomei
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Primo posto |
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Ingresso lento ma capace di generare suspance; molto abile e coinvolgente la voce narrante. Bella idea nella precarietà del carro di polistirolo, efficace la sua distruzione con un buon ritmo e musica adatta. Carro palla di neve poco interattivo ma ben connesso alla battaglia sotto la neve. Carro della torre fantastico con un bel dialogo con i figuranti. Il carro dei sogni di un bambino molto evocativo. Valore aggiunto alla rappresentazione dall’impalpabilità delle bolle di sapone. Divertente e sorprendente l’ingresso delle auto per la “camporella” con i giornali/ movimento/ ritmo / musica nel ballo delle ragazze. La morte del campanaro toccante. Il finale gioioso e carico di energia. |
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Secondo posto |
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Un bell’ingresso veloce. Voce narrante ben impostata ma non totalmente calata nella parte. Dea della guerra e piramide delle date ben progettate. Carro 1, ottima scenografia ed immagine (leggero ed etereo ma poco comunicativo). Grande bellezza e maestria nella realizzazione dei vestiti capaci di trasformare la scena in un attimo (impatto visivo). Carro 2 grande luce e suggestivo/abiti strappati dalle ballerine che rivelano tute arancioni/modello prigioniero senza diritti umani efficace. Stupendi gli abiti con le fotografie di guerra sulla schiena. Morte di Attilio ben fatta ma un po’ incerta. La bara con le valigie di una vita coperta dal tricolore, un bel finale. |
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Terzo posto |
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Ingresso con grande impatto emozionale, le nuvole nere trasmettono una grande suggestione visiva, quasi pulsante di energia. Bella l’uscita delle nuvole tessuto nel pozzo: essenziale e pulita. Il carro dei lavatori presentava un’illuminazione ed una disposizione spaziale veramente interessante. Bandiera della carta costituzionale poco visibile. Ingresso operai con un giusto tempo: bello. Coreografia sfere incerta. Coreografia intreccio di colori, un po’ lenta ma un bel finale. Carro con i telai ben inserito e realizzato. Tema precariato poco sviluppato. Carro finale interessante ma poco inserito rispetto al resto della rappresentazione. |
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Quarto posto |
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Ingresso molto veloce e piacevole. La musica classica si sposa alla perfezione con il ballo. Carro pianoforte bello me poco comunicativo e dialogante: un po’ assestante. Balletto e corografia abiti bianchi e neri con ombrelli molto ben riuscita, buon rapporto con luci. Primo stacco “set” divertente e ben riuscito. Recitazione un po’ troppo esasperata. Molto bella l’idea di regia complessiva che però non riesce a decollare per l’eccessiva frammentazione del racconto che spezza l’atmosfera. Belle e profonde le citazioni musicali e cinematografiche. Nell’insieme molto sconnesso, il racconto si perde. |
Giurato 2 – Emilia de Cristofaro
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Primo posto |
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Molto suggestivo e di grande impatto emotivo e scenico. |
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Secondo posto |
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E’ un’opera dal taglio brillante e nuovo, ben articolata, scorrevole e dalle tempistiche che molto bene si adattano ad una struttura di modello cinematografico. Tutti gli elementi si incastrano tra loro in maniera armonica e accattivante coinvolgendo lo spettatore: molto buono. |
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Terzo posto |
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E’ una rappresentazione di buon contenuto e ben bilanciata. A tratti non riesce ad essere pienamente ciò che credo si fosse prefissato di comunicare: ossia la consapevolezza che le cose importanti le riconosci quando le perdi. L’azione può risultare nebulosa e perde di vista il fine che voleva raggiungere. |
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Quarto posto |
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La composizione artistica non sempre risulta armonica ed avvincente. Il soggetto, pur essendo valido, risente di una certa mancanza di coesione tra i vari elementi che articolano l’opera. L’impegno è lodevole, tuttavia, la performance non raggiunge un livello pienamente soddisfacente. |
Giurato 3 – Viviana Picerni
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Primo posto |
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Performance estremamente completa e bilanciata in ogni sua parte. Ho visto il giusto grado di ironia e innovazione che l’hanno reso unico nonostante il tema scelto fosse semplice rispetto ad altre esibizioni ma comunque importante poiché toccava corde intime. Ho notato un’estrema cura stilistica grazie ad una regia attenta che ha saputo guidare il tema dell’opera messa in scena con ingegno e rispettando il periodo storico non lasciando nulla al caso. Stupenda l’idea del cinema con popcorn per entrare nel mood della realizzazione. Musiche utilizzate legavano alla perfezione. Bellissimi ed ironici i cambi di set che si armonizzano alla scenografia, al soggetto del tema teatrale e alle coreografie di contemporaneo molto ben svolte e costruite con attenzione. Finale commovente e toccante. |
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Secondo posto |
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La performance più divertente della serata, comicità ben dosata e utilizzata alla perfezione. Bellissimi i carri allegorici con la fantasia e le storie che caratterizzavano la genuinità del rapporto tra il vecchio e il bambino. Un po’ come nelle favole che portano sempre con loro un messaggio con un fondo di verità su cui riflettere, anche qui, il messaggio che si voleva far arrivare è arrivato forte e chiaro. Utilizzo della comicità e delle musiche innovativo, inaspettato e simpatico. Le maschere “cartoni animato” dei personaggi estremamente in linea con il tema fiabesco. Avrei voluto che si vedesse maggiormente l’innovazione anche nella parte coreografica molto classica-musical ma comunque attinente al taglio e al soggetto stilistico |
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Terzo posto |
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Senza dubbio il messaggio più toccante della serata. Belle le scenografie, rendevano assolutamente l’idea del tema scelto cogliendone alla perfezione i dettagli. Grande l’impegno del dietro le quinte vista la complessità del tema trattato che non ha comunque deluso le aspettative. Ho trovato belli i colori ed interessante il loro utilizzo soprattutto nella parte coreografica, c’era una sintonia assoluta tra il movimento dei danzatori, le parole della voce narrante dello spettacolo. Credo che il margine di miglioramento, secondo la mia opinione, sia nell’aggiunta di un tocco di innovazione all’interno di una performance classica ben realizzata. |
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Quarto posto |
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Il tema scelto molto ambizioso e difficile concettualmente quindi impegnativo da realizzare. Ho apprezzato l’imponenza della storia, della sua “voce silenziosa”, da osservatrice delle azioni umane. Coreografie quasi futuristiche, molto sceniche ed innovative, come il tocco al soggetto dato dalla regia. Bella l’idea della danza sacra nel carro finale quasi a denotare la libertà di scegliere la “fiducia”. Credo possa esserci margine di miglioramento al fine di una performance completa, nella maggior attinenza tra il tema trattato e la scenografia poiché data la sua complessità poteva essere curata maggiormente la parte del fronte e della battaglia dove mi aspettavo uno slancio in più. Bellissimo il messaggio finale ed il “carro carillon”. |
Giurato 4 – Stefano Giuntini
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Primo posto |
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Raccontare la vita di un grande uomo alla maniera del cinema neorealista rende a questo spettacolo il podio per la migliore interpretazione, quella più originale. Anche perché considerare preziosa ogni briciola di condivisione come fa il medico protagonista sulla scena (e nei cuori dei suoi cittadini) è poi il messaggio dei grandi registi citati, Fellini e De Sica su tutti. Poco importa se lo scenario non permette di seguire i tempi cinematografici perché questo è meta cinema ma anche teatro cinema. Di sicuro una cosa che con tutti i suoi limiti, non avevo mai visto. |
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Secondo posto |
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Un racconto di formazione classico narrato attraverso un’amicizia trans generazionale che brilla di luce per una scrittura superiore a tutte le altre messe in scena in questa edizione. I ricordi lontani di un acquistano nella mente dell’uomo che è diventato una dimensione leggendaria, come castelli in aria dove indiani, astronauti e ballerine si inseguono sulle musiche di Cindy Lauper e Gary Jules. Perché la felicità si riconosce solo dal rumore che fa quando se ne va anche se c’è sempre modo di ricominciare a sognare, magari sulle note di “Son Two” dei Blur. Oscar all’ottimismo |
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Terzo posto |
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Il mondo è in guerra, sta bruciando. Sono 16 i conflitti attualmente in corso sul pianeta e la nostra pace non è nulla di più della falsa quiete nell’ora di un cielo nero. Raccontare la guerra con una messa in scena spettacolare ma rispettosa attraverso gli occhi di un uomo di pace sui campi di battaglia ci ricorda gli orrori del passato per capire quelli del presente e non rimanere imprigionati nel nome della libertà, nei nostri stessi confini. E se davvero siamo – o dovremmo essere tutti fratelli –chi sono adesso i nostri veri nemici? Bella domanda, soprattutto se la regista è una 21enne. |
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Quarto posto |
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Ma cosa è successo a questo paese? La costituzione scritta dai padri della Repubblica è la migliore del mondo occidentale e si basa sul diritto al lavoro senza cui si perde la dignità sia come uomini che come cittadini. La crisi, la caduta della piccola impresa di provincia sono raccontate qui anche con citazioni colte di Calvino. Dati storici, numeri giornalistici, testimonianze dirette e una messa in scena spettacolare. Peccato per alcuni errori scenografici (soprattutto all’inizio) che non si possono perdonare. |
Giurato 5 – Alessandro Timpanaro
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Primo posto |
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Ispirandosi alla tecnica del set cinematografico, questo spettacolo ha saputo coniugare maniera eccezionale la leggerezza del taglio narrativo con la sinossi più prettamente drammatica incentrata sulla figura umana del medico del paese. Le scelte musicali a tema classico verista a sottolineare la narrazione e le musiche nei momenti di pausa “set”. Le ho trovate particolarmente innovative. Ottima la coreografia e la gestione delle masse ed eccellenti alcune trovate registiche degne del migliore Fellini. Bravissimi anche per la cura delle atmosfere e per il taglio teatrale. Il finale estremamente lirico e commovente dopo l’impostazione leggere è stata la ciliegina sulla torta. Carri bellissimi e curati. |
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Secondo posto |
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Molto bella e d’effetto l’entratura con l’entratura con le voci fuori campo mentre i figuranti inscenavano il famoso dipinto “il IV Stato”. Sicuramente un lavoro che tocca temi impegnati e importanti che assolve quello che io chiamo “occhiali” per l’arte: far riflettere. Coreografie molto curate e musiche sempre pertinenti. Colpo di teatro magistrale la lettura a più voci della Costituzione mentre viene aperta la bandiera italiana. Carri magnifici e curati, come i costumi. E’ stato lo spettacolo forse più profondo ma ha sofferta di una certa pesantezza forse inevitabile trattando un tema del genere. La chiusura con il protagonista che è salito sopra la scala azzurra l’ho trovata un po’ scontata ma non al punto di inficiare l’ottimo lavoro. |
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Terzo posto |
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Premetto che ho tenuto conto della giovane età della regista e del fatto che fosse alla sua prima esperienza come regista. Inizio molto coinvolgente (complimenti all’attrice che ha prestato la voce della narrazione fuori campo). I carri, per quanto belli e d’impatto, li ho trovati un po’ distaccati dal resto della storia che si voleva raccontare. Dico che più che teatro si è fatto della narrativa con l’aiuto di alcune (belle) coreografie. Consiglio vivamente, per la prossima volta, di istruire meglio i figuranti perché non li si può vedere ridacchiare su un tema rosso sangue pieno di cadaveri. Insomma, le potenzialità ci sono ma forse si dovrebbe cercare di essere un po’ meno narrativi e un po’ più teatranti. |
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Quarto posto |
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Sicuramente lo spettacolo più debole dei quattro. Non tanto per la scelta del soggetto che potrebbe anche lontanamente ricordare “Nuovo cinema paradiso” quanto per l’assenza di un legame vero tra quello che è la voce narrante e quello che accade in scena, tra quello che è il testo e quello che è la coreografia. Il testo e il modo in cui viene raccontato sono talmente carini che tutto il resto ne è offuscato, quasi come un riempitivo. Tanto è scritto bene il testo e commovente tanto era lenta la fase scenica spesso discontinua nei ritmi e nelle dinamiche. Curando le scene quanto il testo, il risultato sarebbe stato ben altro. |
I giurati di domenica 27 Settembre
Giurato 1 – Nada al Basha
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Primo posto |
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Storia attinente al territorio ma che è stata capace di toccare trasversalmente molti altri immaginari e realtà dentro e fuori ad ognuno di noi. Si è respirata l’atmosfera magica e sognante del teatro di strada. I carri molto semplici ma comunicativi. Ottima scelta della musica e bello il tentativo di contestualizzare una storia del passato nel presente attraverso elementi come il linguaggio e la rappresentazione della danza urbana. Ho molto apprezzato la semplicità coreografica che esprimeva l’esplicita volontà di rendere la danza come qualcosa di semplice, fanciullesco, alla portata di tutti. |
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Secondo posto |
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Trama delicata e molto dolce, ottime scenografie, belli i costumi, costruzione coreografica a tratti un pochino forzata. E probabilmente troppo ridondante la costruzione del racconto per i miei gusti. Ma in generale un lavoro davvero ben fatti che a tratti mi ha emozionata. |
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Terzo posto |
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Carri, struttura e scenografia molto belli ma non sembravano essere ben integrati nella narrazione. Buona qualità tecnica delle danzatrici anche per quanto l’aspetto coreografico fosse molto statico. Eccessivo l’uso delle parole e decisamente tematica complessa che richiedeva un approccio più studiato. |
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Quarto posto |
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Ha puntato molto sull’emotività a volte finendo per forzare la trama che era debole. Buone strutture ma debole la coreografia e la scelta musicale. Il tema era probabilmente troppo pretenzioso. Ottima scelta dei costumi. |
Giurato 2 – Martina Lari
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Primo posto |
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Nonostante si potesse con questo argomento sfociare nel banale, la regia ha reso il tutto scorrevole ed emozionante. Bellissimo il legame continuo che si creava tra i figuranti in strada e quelli al centro. Le musiche veramente coinvolgenti, costumi davvero ben fatti e favolose le sceneggiature che non comprendevano molti balli e quando si vedevano erano azzeccati. I colori, lo scorrere delle scene e la “fluidità” hanno reso questo spettacolo emozionante. Degna di nota la scena dei migranti dal sud, una cura dei dettagli spettacolare. |
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Secondo posto |
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Ha reso Carmignano un luogo fatato. Il soggetto nella sua normalità tira fuori il massimo come accade nella vita reale: normale ma al tempo stesso fantastica. Degne di nota le musiche che amalgamavano il tutto piacevolmente. La regia snella e molto comprensibile, trasudava di passione. Sinceramente la rappresentazione più recitata e semplice da seguire. I costumi veramente attuali soprattutto le teste di cartapesta dei bimbi. Lo spettacolo non era molto recitato lungo la strada prima di arrivare nel centro. I carri veramente ben fatti soprattutto quello della conchiglia nell’acqua. Soprattutto una rappresentazione dove l’amore per quello che si stava facendo era evidente. |
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Terzo posto |
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Soggetto interessante ben sviluppato, molto attuale e bella l’idea del film. La regia alle volte risultava confusa perché sulla scena si alternavano troppo personaggi. I carri veramente degni di nota. Non ho apprezzato il trucco finale sulla scena. Nelle coreografie si vedeva troppe volte il ballo che non era molto amalgamato nell’insieme. Musiche idonee e molto piacevoli, nei costumi ho notato alcune incongruenze soprattutto nelle scarpe. Il resto molto ben fatto. La rappresentazione non era molto emozionante ma sicuramente tecnicamente ben fatta. |
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Quarto posto |
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Il soggetto non si capiva molto bene, non si capiva il collegamento tra il soggetto e la voce che spiegava gli eventi. La storia di Egidio si perdeva nell’osservare la scena, nei costumi ho notato alcune incongruenze soprattutto nelle scarpe che erano assolutamente lontane dai costumi di scena. I carri erano ben fatti anche se in alcuni le comparse parlavano tra di loro senza essere nella parte. Le coreografie, soprattutto quella con gli uomini in tuta arancione, attuali e molto scenografiche. Degno di nota il carro con la ragazza acrobata che rendeva un’immagine molto bella. Nell’insieme non molto emozionante. |
Giurato 3 – Filippo Brancoli Pantera
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Primo posto |
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Per la freschezza ed efficacia narrativa. Il soggetto sarebbe di per sé debole ma trattato con la dovuta sensibilità ed intelligenza riesce ad affrancarsi e a diventare archetipo. Tra tutti i rioni quello che è riuscito ad utilizzare in maniera appropriata la musica, sia nella selezione dei brani che nel loro utilizzo. Una storia semplice, raccontata molto bene, vince sempre su una grande storia raccontata male. Agli spettatori interessano soprattutto le capacità narrative piuttosto che le storie in sé. |
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Secondo posto |
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Si è cimentato con una sceneggiatura difficile per ampiezza dei temi trattati e per vastità cronologica, ciò nonostante, è riuscito a trasmettere efficacemente il proprio punto di vista, ha messo in scena i migliori carri e ha prodotto momenti di grande pathos e commozione. Lo spettacolo soffre un po’ di mancanza di omogeneità e a tratti si perde in autocompiacimento. C’è una frase che mi ripetevano spesso durante i miei studi in America, ovvero: “Less, is more” e anche in questo caso vale. |
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Terzo posto |
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Lo spettacolo è sicuramente ben fatto, ben coordinato e diretto tuttavia un approccio del genere (ovverosia molto professionale)con interpreti amatoriali genera risultati un po’ incoerenti. La coralità dell’opera predomina sull’indipendenza del soggetto che non riesce ad emergere da tutto il contesto che ha attorno. |
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Quarto posto |
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Tra tutti è la storia che ha sofferto di più. Secondo me (parere comunque molto personale)il soggetto è troppo debole per far sì che tenga in piedi tutto il lavoro. Sarebbe stato utile giocare con interpretazioni e punti di vista più personali e unici. L’avvicendarsi di una scena con l’altra è un po’ troppo secco e contribuisce a percepire il lavoro come poco omogeneo. |
Giurato 4 – Lorenzo Vannucci
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Primo posto |
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Estremamente efficace la rappresentazione di ogni scena, molto bella e travolgente la colonna sonora utilizzata. La storia del personaggio principale (avvantaggiata rispetto alle altre per il periodo storico), contrapposta e, soprattutto nel finale, affiancata a quella della nipote (ottima la scelta del rosso contrapposto all’ambientazione cupa come nel film Schindler’s List)ha reso la rappresentazione a tratti emozionante e la figura del medico di paese ha reso la narrazione molto piacevole. Molto lavori sui costumi e sulla creazione dei carri. Bellissimo l’albero dei libri. Particolare ed efficace la scelta di girare il trascorrere dei periodi storico come in una commedia all’italiana. |
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Secondo posto |
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Senza dubbio un tema difficile quello affrontato ma la narrazione della voce/voci hanno reso la rappresentazione godibile. La figura del parroco non molto rappresentativa rispetto alle scene ma proprio queste sono state curate nei minimi particolari così come la scelta dei costumi dei figuranti. Molto bello il carro-trincea, particolare la scelta musicale. Premio il grande lavoro che sicuramente c’è stato per la rappresentazione, considerando il fatto che parte della storia è stata frutto dell’ingegno di chi ha scelto il soggetto principale. |
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Terzo posto |
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Semplice rispetto agli altri ma godibile. La storia, come tante, di una bambino particolare che si fa uomo ma che non rinnega il suo passato: “mai dimenticare di essere stati bambini”. Breve ma ispirato il rapporto bambino-adulto. Favole, racconti, sogni, pensieri ben rappresentati e carina la scelta musicale. |
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Quarto posto |
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Bellissimi i racconti e le testimonianze che hanno fatto da filo conduttore di tutta la rappresentazione. Apprezzato il lavoro di costruzione dei carri e degli abiti di scena anche se la rappresentazione nel complesso ha emozionato solo a tratti forse, solo nel finale grazie alla scena del rifiuto della morte e della scelta di vivere. |
Giurato 5 – Cataldo Russo
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Primo posto |
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La sfilata è stata eccellente e ben equilibrata nel rapporto tra drammaturgia e azione scenica. Interessante il racconto di una storia personale (quella del medico condotto) pretesto di un racconto che riguardava l’intera comunità e dei suoi cambiamenti dal punto di vista sociale e culturale. |
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Secondo posto |
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La performance dimostra uno spiccato senso teatrale e drammaturgico. La regia non perde mai il ritmo, solo in alcuni e limitati momenti. Creatività nella scelta dei costumi, delle scene e delle corografie. Molto buono il rapporto tra azione scena e drammaturgica che in alcuni casi avrebbe potuto sviluppare momenti ancora più emozionanti. Buona l’interpretazione di tutti gli interpreti che hanno saputo raccontare una storia in cui emerge l’aspetto fantasioso dell’infanzia e dell’amicizia. |
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Terzo posto |
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Le azioni sceniche e l’apparato scenografico sono di grande impatto seppur a volte rendono allo spettatore un’idea di staticità a danno di un ritmo spesso lento. Lo svolgimento del tema utilizza allegorie non sempre in grado di produrre momenti emozionanti. Il tema di grande valore rischia spesso di non emergere in tutta la sua importanza forse a causa di un contesto non del tutto adatto. |
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Quarto posto |
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La performance, seppur tratti di un tema molto importante, è intrisa di molta retorica. Azione scenica e drammaturgica sono spesso scollate tra loro. Buona la creatività nella scelta di coreografie, scene e costumi. La sfilata, pur nella suggestione di alcuni quadri, non produce l’effetto desiderato anche a causa di una non completa partecipazione di tutti i componenti dello spettacolo e di una presenza scenica “distratta”. |
I giurati di martedì 29 Settembre
Giurato 1 – Lorenzo Ricciarelli
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Primo posto |
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La storia scivola molto bene, incalzante, elegante. Il cinema diviene un ottimo strumento narrativo capace di costituire il collante che lega molto bene la vicenda della vita di un uomo che ha fatto la storia recente di un paese e che merita di non cadere nell’oblio. Coreografie e scenografia si intrecciano molto bene. Pochi elementi restituiscono un tutto a tratti emozionante, simbolico e calato in una direzione narrativa efficace. Molto apprezzata l’elegante semplicità con cui si è “filtrata” la storia di un uomo. |
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Secondo posto |
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Costumi e scenografie molto interessanti. I carri, in particolare, costituiscono un punto di forza fondamentale, vero e proprio strumento di supporto del racconto emozionale e della narrazione. Anche la storia di Egidio merita una nota di merito. E’ sacrosanto non far cadere nel dimenticatoio figure meritevoli di attenzione per spiritualità, fede e profondità d’animo. |
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Terzo posto |
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Tanti quadri che raccontano una storia molto intensa, vera, genuina, ricca di elementi che però risultano scarsamente legati tra di loro. A tratti la storia è troppo lenta a dipanarsi. Regala comunque la speranza per merito della figura del bambini che avrebbe meritato più attenzione nel racconto narrativo. Carri troppo emulativi e poco suggestivi. |
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Quarto posto |
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Una storia molto simpatica e brillante vista proprio dagli occhi di un bambino, leggera come le bolle di sapone, simbolica come l’immagine del campanile. Troppo rappresentativa della storia di una persona e forse non altrettanto della storia del territorio . Il meccanismo narrativo è forse meno incisivo delle altre. Scene e costumi molto ben legati tra loro. |
Giurato 2 – Galina Ermolaeva
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Primo posto |
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La scelta di raccontare la storia in stile Hollywood non mi ha lasciato indifferente. Sintonia, ottimo livello di danze e coreografie in generale. Perfetto coinvolgimento di tutti i partecipanti dello spettacolo, è stato pensato ogni particolare riguardo la scelta dei costumi, delle musiche, della posizione e composizione di ogni singola scena dello spettacolo. |
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Secondo posto |
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Il tema così importante non è facile da raccontare in modo divertente ma sono riusciti a farlo. Belle coreografie per ogni scena dell’esibizione. I costumi sono veramente suggestivi e ben fatti con tanta fantasia e originalità. Bella regia, dinamica. Professionalità di tutti i partecipanti. |
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Terzo posto |
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Bella esibizione in generale, bravissime le ballerine e le coreografie. |
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Quarto posto |
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Mi sono piaciuti i costumi e i carri. La storia e il modo di raccontarla molto toccanti ma secondo me si vedeva che le prove per lo spettacolo non sono state sufficienti. Poco dinamico, ma devo notarlo, è stato un bel finale e comunque mi è piaciuto solo che, secondo me, gli altri partecipanti e regie erano migliori. |
Giurato 3 – Agnese Manzini
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Primo posto |
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Nonostante il soggetto semplice è riuscito a comunicare un intero mondo di immaginari. L’anima di Carmignano, della vita di paese, delle persone mi sono arrivati più degli altri. Buona la scrittura, la migliore, la più semplice e meno pretestuosa si faceva ben seguire accompagnandosi e alternandosi perfettamente con le immagini. I costumi, per quanto meno spettacolari, erano giusti e i carri e i quadri che si sono succeduti adorabili. La scena della “fantasia nel campano”è stata molto divertente, la scena degli amori, l’epilogo, poi hanno completato una storia decisamente piacevole, non banale, non pretestuosa e che con dolcezza, simpatia e ironia ha aperto un piccolo mondo e vero a tutti i presenti. Musiche giuste e coinvolgenti. |
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Secondo posto |
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Secondo perchè non posso dare pari merito col primo. Il pretesto del cinema è stato molto azzeccato, divertente, ed è stato ciò che ha reso il tutto uniforme e gradevole. Le musiche davvero meravigliose che potevano però essere sfruttate meglio. Devo citare il carro del tempo, bellissimo perfetto nel comunicare il passare del tempo con l’immobilità; la scena dell’invecchiamento, inoltre, molto teatrale ed efficace. Finale meno all’altezza dei contenuti precedenti. Non è un primo posto perché più dispersivo del giallo. |
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Terzo posto |
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Spettacolare è decisamente la sua parola. I carri e i costumi più belli a mio avviso, non è stato all’altezza dei primi due per una questione di scrittura più debole e più dispersiva nonostante il pretesto della supplica fosse molto interessante. Il parlato e la musica si sposavano male. Gli stimoli visivi erano talmente tanti che perdevano la narrazione e viceversa. Musica debole, non all’altezza di quello che vedevo. Buona l’interpretazione dei figuranti. Apprezzo il richiamo all’attualità. Coraggioso. |
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Quarto posto |
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Il motivo del quarto posto non è altro che dovuto alla confusione e alla contaminazione dei linguaggi. Intendo dire che costumi, comparse, oggetti e carri non si completavano ma, anzi, confondevano il messaggio. Alcune scene erano troppo lunghe, apprezzo l’aver tentato una strada più astratta nella narrazione ma per me è stato motivo di confusione e distrazione. Devo citare il carro dell’altalena perché è stato il picco più emozionante. Apprezzo anche il richiamo all’attualità e all’Italia. Rischioso e coraggioso il pretesto della guerra. |
Giurato 4 – Simona Alfani
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Primo posto |
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Si è saputo magistralmente collegare in un rapporto di ciclicità il passato della storia raccontata con il presente. La tematica, tristemente attuale, non è stata espressa con retorica ma ha saputo, invece, commuovere e toccare nel profondo. I carri erano ben costruiti e i balletti discretamente coreografati e ballati. Intense e adeguate le musiche. Le scene ben interpretate da tutti i figuranti. |
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Secondo posto |
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L’idea scenografica del film davvero molto buona. Bellissimi i balletti così come i costumi, meno coinvolgenti le musiche. Complessivamente un ex equo con il primo classificato ma la storia qui raccontata è stata meno coinvolgente. |
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Terzo posto |
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L’idea di raccontare la storia individuale di un eroe poco conosciuto è stata sicuramente molto valida ma nella sua rappresentazione si è scesi un po’ nella retorica, soprattutto nel rapporto con il presente. Belli i carri, soprattutto quello della bambina sull’altalena. Discrete le coreografie e i costumi. |
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Quarto posto |
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Il soggetto dei ricordi fantastici e un po’ mitologici di un bambino è stato ben rappresentato ma non coinvolgeva emotivamente. Molto belle le musiche, discreti costumi e carri. Non troppo curati i balletti. Avrei dato più spessore alle emozioni e al rapporto di amicizia che si è solo marginalmente toccato. |
Giurato 5 – Ugo Manzini
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Primo posto |
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Soggetto buono, realizzato in modo originale e supportato da un’ottima regia. La regia si è mossa bene anche e soprattutto nei movimenti di massa. Ottima la scelta delle musiche. |
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Secondo posto |
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Splendido apparato scenografico con carri e altrettanto splendidi costumi. Coreografia complessiva sufficiente. Il soggetto, a mio avviso, pur essendo attuale è scaduto troppo spesso in una retorica di maniera. |
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Terzo posto |
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Ottimo il soggetto: attuale e puntuale. I costumi, curati e i carri imponenti. Troppo “epiche” le musiche che a lungo risultavano appesantire il racconto. Coreografia, così come la regia, nel complesso sufficienti. |
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Quarto posto |
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Purtroppo molto semplici (in rapporto agli altri) e scadenti. Non sufficienti le coreografie e poco incisiva, per non dire assente, la regia. Ottima la scelta delle musiche. Soggetto interessante ma non sviluppato adeguatamente. |
Qui sotto invece la classifica del Palio dei Ciuchi
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Sabato 26 Settembre | Domenica 27 Settembre | Martedì 29 Settembre | |
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Primo posto |
Secondo posto |
Secondo posto |
10 |
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Secondo posto |
Primo posto |
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7 |
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Terzo posto |
Primo posto |
6 |
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Terzo posto |
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Terzo posto |
4 |



