La Festa
Cenni Storici
Le manifestazioni popolari che divengono festività ricorrenti a varia cadenza (annuale o pluriennale) ci rimandano a tradizioni antiche e alla memoria di vecchie sagre che associavano il più delle volte il sacro al profano e si concludevano quasi sempre in piazza.
Musiche, canti, giochi, sfilate, processioni si alternavano in uno o più giorni di festa e costituivano un richiamo costante di gente, non solo dei paesi interessati, ma anche delle zone circonvicine.
La Festa del San Michele, nata in un contesto prevalentemente religioso, abbina sicuramente esternazione al di fuori del sacro.
In un ragguaglio di entrata e di uscita fatto tra il 1537 e il 1539 da "Giovanni detto Buriasse di Biasio di Carmignano… camarlingo generale… del Comune di Carmignano" si legge: "La cera della festa di San Michele L.13 S.14" … "La collezione di detta festa L.1 S.13"
Tutta questa cera non poteva essere stata bruciata in chiesa ma certamente aveva pure illuminato le piazze e le strade del Castello per qualche giocosa manifestazione.
Già la collezione parla di qualcosa di estraneo al sacro e l'alzamento dei pennoni non lo è da meno. I pennoni (specie gli stendardi di forma allungata) si esponevano generalmente in occasione di ricorrenze di particolare importanza ed i pennonieri ricevevano una paga per sopra citato, è riportato una nota di spese che recita "pennonieri per loro salario in tutto L.16". I fatti esposti ci inducono a ritenere che la ricorrenza del santo patrono avesse una sua celebrazione, sia pur modesta, anche al di fuori della Chiesa, in un contesto sicuramente non relazionabile con quello odierno.
Arrigo Rigoli in un suo scritto del 1964 sul San Michele richiama tradizioni risalenti al XII secolo, ma salvo le poche notizie sopra ricordate non vi sono elementi validi per avallare tale tesi.
La festa fino ai giorni d'oggi
La festa, come oggi si celebra, fu istituita nell'anno 1932 dall'O.N.D. del Fascio di Carmignano, inizialmente, come corteo delle rificolone poi come corteo folcloristico al quale fu abbinata una corsa dei ciuchi. Le autorità dell'epoca con l'intento di coagulare consensi ed indirizzare verso mete umanitarie le diverse entità esistenti sul territorio carmignanese, cercarono di estendere alle frazioni del comune lo spirito di questa festa tanto che per alcune volte si ebbe la partecipazione, certamente più imposta che sentita, di alcune frazioni.
Come era prevedibile questa scelta ebbe breve durata e si dovette ripiegare al più sentito agonismo locale.
Carmignano, capoluogo che per motivi urbanistici e storici e per le profonde interrelazioni sociali inglobava la frazione di Santa Cristina a Mezzana e le località di Montalbiolo, La Serra e Verghereto, fu ripartita in quattro zone rionali alle quali furono distintamente assegnati i seguenti nomi e colori: Rione della Torre Rione Bianco, Rione dell'Arcangelo Rione Celeste, Rione del Leone Rione Giallo e Rione dell'Arte Rione Verde.
La festa si concentra negli anni '30 ed anche al suo ripristino negli anni '50 del novecento, nel solo giorno di San Michele - 29 Settembre - con la corsa dei ciuchi al pomeriggio ed il corteo folcloristico in tarda serata.
Il Palio dei Ciuchi si correva allora per una sola volta, sul tratto di strada che da "Torcicoda" giungeva all'inizio della Piazza del Comune, mentre oggi si corre al centro della piazza in un circuito ripetuto quattro volte per due serate notturne e una pomeridiana.
Prima degli anni '80 la corsa dei ciuchi non prendeva neppure la consegna del Palio. La vittoria era assegnata nominalmente al Rione senza alcun segno connesso.
Il corteo folcloristico prendeva il via da Viale Parenti, sfilava lungo la Piazza fino a Torcicoda e poi ricompostosi ripeteva in senso inverso lo stesso percorso.
Oggi la Sfilata folcloristica percorre lo stesso percorso, animando le scene principali della rappresentazione nella piazza centrale, senza però ripetersi in senso inverso. Non c'erano come oggi né tribune né posti distinti. Solo nel 1937 si predispose un palco ad uso di un gruppo di ufficiali tedeschi, ospiti del Governo Italiano, portati da Firenze ad assistere alla manifestazione Carmignanese.
Nel 1939 i prodromi del conflitto mondiale consigliarono una sospensione che purtroppo si tramutò in caduta nel silenzio fino alla metà degli anni '50. Da allora con più o meno lunghe interruzioni, la Festa ha ripetuto gli antichi fasti fino a giungere agli anni '80 che hanno segnato la ripresa costante della manifestazione nelle attuali tre serate.
La Festa si svolge nell'ambito di tre serate una delle quali è sempre il 29 settembre giorno del patrono; ogni sera i quattro rioni mostrano la propria sfilata al pubblico, in un tempo massimo di trenta minuti ciascuno. Cinque giurati per sera hanno il compito di giudicare il lavoro dei Rioni stilando una classifica personale in base alle musiche, ai costumi, ai carri, alle coreografie. Al primo va 5 punti, 3 al secondo, 2 al terzo e 1 al quarto.
Al termine delle quattro sfilate si corre il Palio dei Ciuchi. Quattro fantini, montando a pelo i propri ronzini, percorrono quattro giri della piazza. Alla fine dell'ultimo giro, affinché sia valida la vittoria, il fantino che arriva per primo deve sfondare con le mani un cerchio di carta posto all'arrivo. Come da regolamento viene assegnato un punteggio in base all'ordine di arrivo: 4 punti al primo - 3 punti al secondo - 2 punti al terzo - 1 punto al quarto.
Al termine delle tre sere il fantino che ha totalizzato il punteggio maggiore si aggiudica l'ambito Palio.
Atto conclusivo della festa è la proclamazione, da parte del Sindaco, del Rione vincitore della sfilata decretato dalla somma dei piazzamenti ottenuti durante le tre sere. La contrada che ha totalizzato più preferenze rispetto alle altre sarà premiata con un trofeo raffigurante il Patrono San Michele.
Ecco come finì l'ultima edizione
Lorenzo Del Bene Caporione del Rione dell'Arcangelo a sinistra e Gianluca Benelli Caporione del Rione della Torre a destra, stringono in mano il trofeo della miglior sfilata folcloristica 2011 insieme al sindaco di Carmignano Doriano Cirri. Per la prima volta nella storia del San Michele la miglior sfilata folcloristica se l'aggiudicano due Rioni. Celeste e Bianco concludono entrambi a 48 punti e si dividono così a parimerito il piatto dipinto a mano dall'artista Cantini.
Alessandro Culatore neo fantino del Verde conclude terzo la gara conclusiva di domenica pomeriggio. Arrivare davanti al Bianco ha permesso a lui e ai rionali dell'Arte di alzare al cielo dopo sedici anni di attesa, il Palio dei Ciuchi 2011